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La chiesetta di "S. MARIA AD
SALTUM", fa parte integrante del casale; la tradizione ne colloca
la costruzione al tempo delle crociate. Si racconta che a quei tempi
lontani, un Cavaliere, pare dell'ordine dei Cavalieri Templari, stava
attraversando il valico della Civita col suo cavallo ed un carico d'oro
nelle bisacce, probabile preda di guerra in Terrra Santa. Forse
perchè aggredito da briganti, o attaccato dai lupi, il cavallo si
imbizzarrì e precipitò per un dirupo, in uno stretto vallone. Nel momento
del pericolo, il cavaliere si appellò alla Madonna, che gli fece la grazia
di salvargli la vita. Ritrovato anche il cavallo ed il suo prezioso carico
miracolosamente intatti, in ringraziamento del fatto prodigioso fece
erigere in quel punto una chiesa dedicata alla Madonna che lo aveva
protetto. Da allora, ogni prima domenica di Maggio si svolge una
processione che parte dalla Civita e termina alla chiesetta dove i fedeli
si raccolgono in preghiera ed assistono alla celebrazione della SS
Messa. Le prime tracce documentate dell'insediamento si riferiscono
alla chiesa, che è citata per la prima volta in una donazione fatta a
Berardo, abate di Farfa, nel 1077, dai figli di Aifredo
prete. Successivamente, in quel luogo, prese dimora un eremita, e da
allora il nome della località divenne "la Romitoria" o "la Romita". In
seguito la chiesa appartenne ai Cavalieri di S. Lazzaro gerosolimitano,
poi all'ordine di S. Maurizio, e nel 1662 risulta appartenere a S.Giacomo
da Norcia, commenda dei Cavalieri di Malta. La chiesa fu poi ampliata
fino a divenire negli ultimi secoli una efficente fattoria.
I BRONZETTI DI VALLE FUINO
Nel 1794,
e precisamente il 30 Giugno, una pioggia di eccezionale violenza e portata
creò una vera e propria inondazione che, a detta degli abitanti di quelle
zone, non si era mai vista a memoria d'uomo; tale massa d'acqua partendo
dalla zona della Civita e man mano gonfiandosi lungo il percorso
attraverso la valle Fuino, provoco gravi danni al bosco ed al bestiame che
si trovava per quei pascoli. Il giorno seguente, alcuni villici che si
erano recati in quei luoghi alla ricerca di legname prodottosi dalla
violenta inondazione, trovarono, nei pressi di una frana che aveva portato
alla luce un'antica grotta, tracce di manufatti in ceramica ed antiche
monete di bronzo. Seguirono, nei giorni successivi, scavi frenetici alla
ricerca forse di un tesoro perduto, finchè non tornarono alla luce
pregevoli manufatti in bronzo, quali statuette finemente lavorate e monete
forse di età pre-Romana. Ora tali reperti e le cronache scritte del tempo
sono custoditi nei Musei Vaticani. Gravemente danneggiato dal terremoto
del 1979, ed abbandonato per un ventennio, il casale è ora divenuto
l'abitazione colonica su cui è accentrata l'attività agricola e zootecnica
di un'azienda che gestisce circa quattrocento ettari di superfice agricola
utile.
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