I nostri prodotti |
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L'azienda "la Romita di valle Fuino"
ha una produzione tipica di ogni azienda agricola e zootecnica
dell'Appennino Umbro; inoltre, per quanto riguarda la produzione
agricola, aderisce al metodo di produzione biologico, certificato
dalla Regione Umbria.
I prodotti principali dell'azienda sono prevalentemente: Per quanto riguarda l'allevamento di ovini l'azienda utilizza esclusivamente pascoli naturali e prati coltivati con erbe da pascolo senza l'uso di alcun tipo di concime non biologico, finchè la stagione lo permette, poi, all'arrivo delle nevi, ricoverati gli ovini nella capiente stalla, si utilizzano solo fieni e cereali prodotti in azienda o provenienti da coltivazioni rigorosamente biologiche.
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FARRO
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Il farro è il cereale da cui è nato il frumento. E' stato uno dei primi cereali utilizzati dall'uomo e conserva ancora le sue virtù di rusticità e robustezza per ciò che riguarda la sua coltivazione. Era il cereale degli antichi romani.
E' tuttora rivalutato per il suo prezioso e
armonico contenuto di proteine e Sali minerali. Spesso il farro
può sostituire il frumento in caso di intolleranza. E' il cereale base per le persone malate, gli sportivi e i bambini. Il farro si presta alla panificazione e alla preparazione di dolci. Il chicco può essere cucinato al posto della pasta o del riso, nei minestroni di verdura, nei passati e come base per insalate fredde. La crusca di farro è formata da polisaccaridi non cellulosici, che oltre ad essere più digeribili permettono una cottura più veloce rispetto al frumento o al riso. Il farro semiperlato non necessita di ammollo prima della cottura. I valori nutritivi del farro sono per 100g di prodotto i seguenti:
Proteine 11,7 g
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ORZO
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L'orzo é uno dei cereali più antichi del mondo, conosciuto nell'Egitto dei Faraoni, nella Grecia, a Roma, era caldamente consigliato da Ippocrate ( il padre della medicina) per ogni genere di malattie data la sua digeribilità e la buona quota energetica che sa donare. L'orzo abbonda di proprietà curative: é rimineralizzante delle ossa, previene le affezioni polmonari e cardiovascolari, molto indicato in caso di gastriti, coliti e cistiti (attenzione però ha un piccolissimo neo....provoca facilmente meteorismo intestinale!). L'orzo può essere consumato oltre che integro, anche sotto forma di farina nella produzione di pane (mescolato al grano) e di fiocchi da cuocere per pochi minuti in latte o brodo o da aggiungere nello jogurt. Infine come dimenticare il vecchio caffé d'orzo della nostra infanzia è Ottenuto con orzo tostato e macinato, produce una bevanda sana e rinfrescante.Osserviamo anche in questo caso la tabella comparativa fra le due qualità d'Orzo: L'Orzo, é indicato per tutti ed in qualunque età, ma é particolarmente indicato per gli anziani ed i bambini, mentre l'unica limitazione é posta alle persone con problemi renali: l'orzo infatti ha molte proteine (ne é il cereale più ricco) che potrebbero rivelarsi eccessive per questi pazienti.
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LENTICCHIA
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La lenticchia è il seme di un'erba annuale originaria dell'Asia e del Mediterraneo. Questi semi hanno forma tondeggiante e appiattita, di colore che varia dal giallo, al verdastro fino al bruno. Il sapore delle lenticchie varia a seconda delle dimensioni e del colore, ma generalmente le più gustose sono quelle a seme piccolo. Questo legume viene acquistato esclusivamente secco o lessato in scatola. Varietà: si dividono in due principali gruppi, cioè a seme grande e a seme piccolo. Le varietà più conosciute sono: quella rossa, chiamata anche egiziana, molto diffusa in Medio Oriente, che solitamente si vende senza pelliccina. la verde di Altamura, molto comune, più grande rispetto a quella marrone, adatta per la preparazione di contorni; quella di Castelluccio, molto piccola, considerata tra le qualità più pregiate ed apprezzate, perchè particolarmente saporita grazie al fatto che, la pellicina sottile che avvolge i semi, quasi scompare dopo la cottura; Conservazione: conservatele sempre lontane dall'umidità, chiuse in barattolo se le avete acquistate sfuse, riposte in un luogo fresco, asciutto e buio, dove potete conservarle anche un anno. Proprietà: ricche di zuccheri e proteine, nonchè di ferro che aiuta chi ha problemi di anemia o di esaurimento fisico. Le lenticchie sono molto più digeribili rispetto agli altri legumi. Come trattarle: controllate che non vi siano sassolini, poi lavatele con cura sotto il getto dell'acqua fredda, prima di cucinarle
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ZAFFERANO
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Quando si parla di zafferano, in pochi sanno realmente di cosa si tratta e quali sono i metodi di coltivazione di quest'antichissima spezia. Lo Zafferano che noi usiamo per dare quell'inconfondibile sapore a tante prelibate pietanze altro non è che il pistillo del fiore di Crocus sativus che fa parte della famiglia delle Iridacee, ha fiore viola e foglie lanceolate e fiorisce nel periodo autunnale. Si sono ritrovate citazioni di questa preziosa spezia già nei papiri, nel Cantico dei Cantici e anche nell'Iliade. Pianta originaria del Medio Oriente, introdotta in Italia da un frate Domenicano intorno al 1300, la colutura di esso si diffuse con rapidità in molte zone della penisola. Questa spezia nell'antichità era conosciuta non tanto per la culinaria ma per le sue eccezionali proprietà medicinali; difatti era considerata antispasmodico, emmenagogo e nel rinascimento era ritenuto quasi una panacea. Al tempo dei Romani e nell'antica Grecia lo zafferano era usato oltre che come aromatizzante, capace di donare ilarità e vigore sessuale, anche come colorante per le tintorie e come elemento fondamentale per i migliori profumi. E' fuori discussione la fama dello zafferano, al quale in antichissime scritture veniva attribuito il potere di rendere gli uomini felici e pervasi da gioia profonda. La sua raccolta avviene in un periodo di circa quattro settimane tra la metà di ottobre ed i primi di novembre, in questo periodo la mattina presto, lo zafferano viene pazientemente raccolto e trattato, con una lavorazione totalmente manuale ed accurata, che determina una elevata qualità del prodotto ottenuto e spiega l'alto costo dello stesso; servono, infatti, circa 200.000/250.000 fiori per ottenere un chilogrammo di prodotto finito. In Italia le produzioni di zafferano sono localizzate in Umbria, con lo zafferano di Cascia, in Abruzzo nell'Altipiano di Navelli, in Sardegna, in Toscana nella zona del senese. Le analisi, dimostrano nello zafferano un'altissima percentuale di Carotenoidi che, contenendo Crocina, sono dei formidabili antiossidanti naturali, di vitamine B1 e B2 che contribuendo alla metabolizzazione dei grassi, lo rendono anche un ottimo digestivo.(Gualtiero Santucci ) Attenzione: in commercio si trovano vari tipi imitati, specialmente nella droga in polvere; vengono adoperati fiori di carathamus tinctorius, ligule di calendula officinalis, petali tagliati di Punica granatum, Papaver rhoeas, stimmi di Crocus vernus Hill ecc.
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TARTUFO
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Il tartufo e' un fungo che vive sottoterra, a forma di tubero costituito da una massa carnosa,detta "gleba", rivestita da una sorta di corteccia chiamata "peridio". E' classificato in diverse specie: il "Magnatum pico"nome volgare tartufo bianco, il"Melanosporum Vit" nome volgare tartufo nero, l' "albidum" nome volgare bianchetto, l' "aestivum" nome volgare scorzone, il "brumale" nome volgare tartufo invernale. Il tartufo è costituito in alta percentuale da acqua e da sali minerali assorbiti dal terreno tramite le radici dell'albero con cui vive in simbiosi. Infatti nasce e si sviluppa vicino alle radici di alberi principalmente quelle del pioppo, del tiglio, della quercia e del salice, diventando dopo la formazione un vero e proprio parassita. Le caratteristiche di colorazione, sapore e profumo dei tartufi saranno determinate dal tipo di alberi presso i quali essi si svilupperanno. Ad esempio i tartufi che crescono nei pressi della quercia,avranno un profumo più pregnante, mentre quelli vicino ai tigli saranno più chiari ed aromatici. La forma, invece dipenderà dal tipo di terreno: se soffice il tartufo si presentera' piu' liscio,se compatto, diventerà nodoso e bitorzoluto per la difficolta' Il tartufo e' un frutto della terra conosciuto dai tempi piu' antichi. Si hanno testimonianze della sua presenza nella dieta del popolo dei sumeri ed al tempo del patriarca Giacobbe intorno al 1700 - 1600 a.C. I greci lo chiamavano Hydnon (da cui deriva il termine "idnologia" la scienza che si occupa dei tartufi) oppure Idra ,i latini lo denominavano Tuber, dal verbo tumere(gonfiare),gli arabi Ramech Alchamech Tufus oppure Tomer e Kemas, gli spagnoli Turma de tierra o cadilla de tierra, i francesi truffe (derivante dal significato di frode collegato alla rappresentazione teatrale di Molière "Tartufe"del 1664, gli inglesi Truffle, infine i tedeschi Hirstbrunst,oppure Truffel. Gli antichi Sumeri utilizzavano il tartufo mischiandolo ad altri vegetali quali orzo, ceci, lenticchie e senape, gli antichi ateniesi si dice che lo adorassero al punto di conferire la cittadinanza ai figli di Cherippo per aver inventato una nuova ricetta. Plinio il Vecchio nel libro della Hystoria Naturale ci narra la storia di un pretore, tale Lartio Licinio, che si trovò nella situazione di emettere una sentenza che gli creava un enorme imbarazzo. Un ricco cittadino chiedeva un risarcimento da una persona che gli aveva donato un tartufo contenente una moneta che gli si rivelò solo quando addentato il tartufo gli si spezzarono i denti incisivi.L'opinione del Plinio nella sua veste di naturalista era che il tartufo "sta fra quelle cose che nascono ma non si possono seminare". Plutarco azzardò l'affermazione alquanto originale che il "Tubero" nasceva dall'azione combinata dell'acqua, del calore e dei fulmini. Simili teorie erano condivise o contestate da (tra i più noti) Plinio, Marziale, Giovenale e Galeno ed avevano come unico risultato lunghe diatribe. Non essendo quindi ancora stabilita l'origine dei tartufi, la scienza unita alle credenze popolari coprirono il tartufo di mistero al punto che non si sapeva definire se fosse una pianta o un animale. Oppure venne definito come una escrescenza degenerativa del terreno, più in la' addiritura cibo del diavolo o delle streghe. |
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